Kerenskij malato. Proteena si risveglia in un Incubo!
23 Giu 2015
Torna indietro… Durante il ritorno in motocicletta il professore comincia a sudare come se avesse la febbre. Grosse gocce gli imperlano la fronte. Seguendo lo sguardo di Hu ne vediamo una che rotola fino al naso, ci tuffiamo dentro un momento prima che venga risucchiata da un sospiro, la zoomata prosegue mettendo a fuoco una strana superficie… …che si rivela essere un campo di cadaveri Ciclostani. Il movimento di macchina si ferma di fronte ad una specie di capsula, mentre sentiamo delle parole ripetute: “Morto… Morto… morto”. Poi un paio di mani toccano la capsula, e sentiamo le gida: “Vivo!.. Vivo!..” La capsula è Proteena, raggomitolata in una specie di posizione fetale, due soldati la aiutano a rimettersi in piedi. Non sentiamo cori, ma solo mozziconi di frasi. Intorno montagne di cadaveri, carapaci vuoti di soldati, scienziati e “modificati”. I tre sopravvissuti cercano di orientarsi, organizzare un pensiero, ma niente di familiare è a portata di mano. Un forte vento soffia intermittentemente sopra le loro teste. Improvvisamente dalla macabra superficie si erge una creatura assurda, una specie di dirigibile peloso e occhiuto, che si muove su una serie di code che flagellano l’aria. Uno dei soldati scivola sul declivio di ossa e si dissolve sulla superficie del mostro, gli altri scappano come pazzi, ma rimangono paralzzati alla vista di intere mandrie di dirigibili che si nutrono di resti di Ciclostani. Continua…
Link to this articleGiustizia per Vitigna
23 Giu 2015
Come sapete da quest’altro articolo, a Vitigna era stata perpetrata una grave ingiustizia che rischiava di rimanere irredenta, se non fosse intervenuta, come descritto qui sotto, la più alta caricatura dello Stato.
Link to this articleSalvati da una pattuglia
22 Giu 2015
Torna indietro… Il primo dirigibile gli si avvicina, ma all’ultimo secondo viene bersagliato da delle specie di arpioni. Appare un modificato cavalcato da un gruppo di soldati che attaccano il mostro. La pelle del dirigibile improvvisamente si squarcia rilasciando una quantità di liquido, filamenti e non si sa cosa altro. Il mostro si svuota e si affloscia al suolo. La truppa che li ha salvati è già più organizzata, le frasi sono più coerenti. Sono ore che fuggono dai dirigibili, fortunatamente hanno scoperto questi arpioni che si adattano alle pieghe della pelle del dirigibile, aprendola come una cerniera lampo. “I dirigibili non sono mostri, sono privi di musica, sono come macchine, macchine viventi, è così che le chiamiamo”. Improvvisamente un flusso di pensieri ostili: la pattuglia è circondata da un nutrito gruppo di soldati con uniformi leggermente diverse. Sono miliziani di Eremokratos, un signore della guerra particolarmente crudele. I nostri sono prima disarmati, poi passati per le armi, tutti tranne Proteena, che è una scienziata e quindi non è legata al codice d’onore dei soldati. Un luogotenente l’ha presa sotto la sua protezione e la scorta al loro accampamento. Continua…
Link to this articleIl Signore della Guerra e la Sacerdotessa
21 Giu 2015
Torna indietro… Finalmente la musica, i pensieri che fluiscono armoniosi. Le alte gerarchie di soldati e scienziati si sono riunite per fare il punto della situazione, Proteena è riconosciuta e presa sotto la protezione di un’alta sacerdotessa (così si chiamano gli scienziati di rango elevato) con cui ha una lontana parentela. Appare Eremokratos, figura imponente, che parla continuamente di decadenza e riscossa. Veniamo a sapere che l’accampamento riunisce miliardi di individui, e che sono presenti esemplari di tutti i sessi, per cui le linee di riproduzione sono già al lavoro. Si cerca di capire che cosa sia successo al Ciclo, è come se una enorme esplosione lo avesse mandato in pezzi. I militari sono certi che si tratti di una specie di invasione di macchine viventi, ma gli scienziati non sono d’accordo, il Ciclo è cambiato, non se ne sente più la Musica. Si, qui sembriamo tanti, ma in realtà siamo pochi e dispersi, è come se fossimo “fuori” dal Ciclo. Ma Eremokratos incalza: “Siamo nel Ciclo, ma siamo stati decimati dalle Macchine. A detta degli esploratori lo stesso mare interno è infestato di macchine ancora più pericolose dei dirigibili. Ma l’invasione può essere una risorsa, le Macchine hanno fecondato il Ciclo, lo hanno trasformato in una Miniera. Enormi ricchezze ci attendono nel mare interno, se solo abbiamo il coraggio di impossessarcene, per la Gloria del Ciclo!” Ma la sacrdotessa vuole vederci chiaro, non si fida delle parole del Signore della Guerra, e ordina agli scienziati di affiancare gli esploratori per fare rapporto sulle reali condizioni del Mare Interno. Le truppe montano i modificati, seguiti dagli scienziati, e si fanno rapire dal vento che ritmicamente si incanala verso il Mare Interno. Proteena, accompagnata dal luogotenente, si unisce ad una pattuglia. Ben ancorati al modificato prendono il volo. Dopo un momento di indecisine il luogo tenente gentile si avvicina a Proteena, si apre il casco e in modo abbastanza meccanico gli vomita un uovo enorme nella bocca. Proteena inghiotte, piacevolmente sorpresa. Continua…
Link to this articleKerenskij e Hu nel laboratorio, tagliati fuori dal resto del mondo
20 Giu 2015
Torna indietro… Tramite uno starnuto, che per i Ciclostani è una specie di cataclisma, ritorniamo fuori dal corpo di Kerenskij. I due stanno tornando al laboratorio, Kerenskij è uno straccio, scende faticosamente delle scale di metallo ed apre una pesante porta blindata. Dentro si apre un laboratorio immenso e modernissimo, pieno zeppo di macchinari. Il laboratorio è stato progettato per poter resistere ad un conflitto termonucleare, ma allo stato attuale è tagliato fuori dal mondo, come se le comunicazioni fossero state sospese a causa dell’incontro ravvicinato con Nestis. I due scienziati sono subito al lavoro. Mentre Kerenskij estrae gli otto Zymachi da una rastrelliera criogenica, Hu si prepara a resettare i processori a bordo delle nano macchine. I dati fluiscono attraverso delle antenne che protrudono dal corpo degli Zymachi, le stesse antenne utilizzate per interagire con il DNA delle cellule. Hu spiega che le antenne devono vibrare all’unisono, in modo da resettare tutti i processori contemporaneamente. Durante il processo, i chip comunicano uno con l’altro, in modo da smorzare sequenze casuali tipiche dei processori quantistici. “Lasciati a se stessi i computer quantistici risponderanno sempre: Forse! Cooperando, gli stessi computer saranno in grado di rispondere sì o no!” Kerenskij fissa la provetta che contiene gli Zymachi ad un tavolo anti-vibrazioni, e ci tuffa un ago collegato ad una strana macchina, una specie di esoscheletro dentro cui si accomoda il professore stesso. L’esoscheletro comanda un minuscolo robot ormeggiato nell’ago, pochi decimi di millimetro sopra gli Zymachi. Ogni movimento dell’esoscheletro è esattamente replicato dal nano robot, con un fattore di scala di un milione di volte. Il professore può vedere attraverso l”occhio” del robot, e lo può spostare grazie a delle nano turbine. Lentamente lo fa affondare, avvicinandosi agli Zymachi che brillano sul fondo della provetta. Finalmente le nano macchine appaiono sullo schermo, ancorate alle loro lunghe antenne. Kerenskij si avvicina, e ne tocca una quasi affettuosamente con le pinzette del robot. “E’ così ce li ho costruiti, vedi, gli ho pettinato attorno un filamento di DNA, in modo da proteggere le parti metalliche…” e anche se provato dal malessere, il professore sembra danzare nella sua gabbia di pistoni, mentre il robot si muove attorno agli Zymachi. Hu segue la scena direttamente sul suo computer, elettrizzata dalla quaità delle immagini. Finalmente avverte: “Sto per lanciare la sequenza di ripristino!” Continua…
Link to this articleIncontro ravvicinato con i Ciclostani
19 Giu 2015
Torna indietro… Vediamo che gli occhialoni del professore sono pieni di condensa, grosse gocce di sudore gli attraversano la faccia, si ha un accumulo di sudore proprio laddove si innesta una guaina che protegge delle fibre ottiche.Vediamo le gocce di sudore che percorrono il tubicino, attraversano speciali connettori, si infilano nell’ago e vanno a contaminare il liquido della provetta. Ecco disperdersi uno sciame di soldati Ciclostani che cavalcano delle specie di sirene, uno di loro segue il fascio di fibre alla cui estremità è fissato il robot. Silenziosamente si apposta dietro le nano macchine, in contemplazione. Improvvisamente sentiamo uno scroscio fortissimo, le lunghe antenne degli Zymachi cominciano a vibrare, mentre lampi di luce appaiono sotto la loro pelle. Il soldato viene preso dal panico, e risale il canale più in fretta che può. Lungo il cammino inconta un gruppo di commilitoni, subito contagiati dalla sua stessa paura. Vediamo questa onda di terrore risalire lungo l’ago e il tubicino, propagandosi velocissima attraverso i tessuti di Kerenskij, fino a raggiungere l’accampamento di Eremokratos. Gli alti ufficiali traducono razionalmente il panico che ha pervaso la truppa: “Le Macchine pensano, la musica fluisce veloce tra di loro, non possiamo stare fermi a guardare, dobbiamo agire, distruggere le macchine, distruggere!..”
“Aspettate…” interviene la Sacerdotessa, “Forse possiamo comunicare con loro…” “Ora basta…” grida Eremokratos, “Se non avete il coraggio di seguirci, se vi rifiutate di capire, possiamo agire da soli, non abbiamo bisogno di voi!” E colpisce la Sacerdotessa a tradimento. Scoppia quindi una specie di colpo di stato, e i soldati attaccano gli scienziati facendo una carneficina, li fanno a pezzi in un crescendo di follia, riducendoli alla stregua di attrezzi per scavare nella miniera. Continua…