Il Signore della Guerra e la Sacerdotessa
21 Giu 2015
Torna indietro… Finalmente la musica, i pensieri che fluiscono armoniosi. Le alte gerarchie di soldati e scienziati si sono riunite per fare il punto della situazione, Proteena è riconosciuta e presa sotto la protezione di un’alta sacerdotessa (così si chiamano gli scienziati di rango elevato) con cui ha una lontana parentela. Appare Eremokratos, figura imponente, che parla continuamente di decadenza e riscossa. Veniamo a sapere che l’accampamento riunisce miliardi di individui, e che sono presenti esemplari di tutti i sessi, per cui le linee di riproduzione sono già al lavoro. Si cerca di capire che cosa sia successo al Ciclo, è come se una enorme esplosione lo avesse mandato in pezzi. I militari sono certi che si tratti di una specie di invasione di macchine viventi, ma gli scienziati non sono d’accordo, il Ciclo è cambiato, non se ne sente più la Musica. Si, qui sembriamo tanti, ma in realtà siamo pochi e dispersi, è come se fossimo “fuori” dal Ciclo. Ma Eremokratos incalza: “Siamo nel Ciclo, ma siamo stati decimati dalle Macchine. A detta degli esploratori lo stesso mare interno è infestato di macchine ancora più pericolose dei dirigibili. Ma l’invasione può essere una risorsa, le Macchine hanno fecondato il Ciclo, lo hanno trasformato in una Miniera. Enormi ricchezze ci attendono nel mare interno, se solo abbiamo il coraggio di impossessarcene, per la Gloria del Ciclo!” Ma la sacrdotessa vuole vederci chiaro, non si fida delle parole del Signore della Guerra, e ordina agli scienziati di affiancare gli esploratori per fare rapporto sulle reali condizioni del Mare Interno. Le truppe montano i modificati, seguiti dagli scienziati, e si fanno rapire dal vento che ritmicamente si incanala verso il Mare Interno. Proteena, accompagnata dal luogotenente, si unisce ad una pattuglia. Ben ancorati al modificato prendono il volo. Dopo un momento di indecisine il luogo tenente gentile si avvicina a Proteena, si apre il casco e in modo abbastanza meccanico gli vomita un uovo enorme nella bocca. Proteena inghiotte, piacevolmente sorpresa. Continua…
Link to this articleKerenskij e Hu nel laboratorio, tagliati fuori dal resto del mondo
20 Giu 2015
Torna indietro… Tramite uno starnuto, che per i Ciclostani è una specie di cataclisma, ritorniamo fuori dal corpo di Kerenskij. I due stanno tornando al laboratorio, Kerenskij è uno straccio, scende faticosamente delle scale di metallo ed apre una pesante porta blindata. Dentro si apre un laboratorio immenso e modernissimo, pieno zeppo di macchinari. Il laboratorio è stato progettato per poter resistere ad un conflitto termonucleare, ma allo stato attuale è tagliato fuori dal mondo, come se le comunicazioni fossero state sospese a causa dell’incontro ravvicinato con Nestis. I due scienziati sono subito al lavoro. Mentre Kerenskij estrae gli otto Zymachi da una rastrelliera criogenica, Hu si prepara a resettare i processori a bordo delle nano macchine. I dati fluiscono attraverso delle antenne che protrudono dal corpo degli Zymachi, le stesse antenne utilizzate per interagire con il DNA delle cellule. Hu spiega che le antenne devono vibrare all’unisono, in modo da resettare tutti i processori contemporaneamente. Durante il processo, i chip comunicano uno con l’altro, in modo da smorzare sequenze casuali tipiche dei processori quantistici. “Lasciati a se stessi i computer quantistici risponderanno sempre: Forse! Cooperando, gli stessi computer saranno in grado di rispondere sì o no!” Kerenskij fissa la provetta che contiene gli Zymachi ad un tavolo anti-vibrazioni, e ci tuffa un ago collegato ad una strana macchina, una specie di esoscheletro dentro cui si accomoda il professore stesso. L’esoscheletro comanda un minuscolo robot ormeggiato nell’ago, pochi decimi di millimetro sopra gli Zymachi. Ogni movimento dell’esoscheletro è esattamente replicato dal nano robot, con un fattore di scala di un milione di volte. Il professore può vedere attraverso l”occhio” del robot, e lo può spostare grazie a delle nano turbine. Lentamente lo fa affondare, avvicinandosi agli Zymachi che brillano sul fondo della provetta. Finalmente le nano macchine appaiono sullo schermo, ancorate alle loro lunghe antenne. Kerenskij si avvicina, e ne tocca una quasi affettuosamente con le pinzette del robot. “E’ così ce li ho costruiti, vedi, gli ho pettinato attorno un filamento di DNA, in modo da proteggere le parti metalliche…” e anche se provato dal malessere, il professore sembra danzare nella sua gabbia di pistoni, mentre il robot si muove attorno agli Zymachi. Hu segue la scena direttamente sul suo computer, elettrizzata dalla quaità delle immagini. Finalmente avverte: “Sto per lanciare la sequenza di ripristino!” Continua…
Link to this articleL'informativa sui Biscotti
Incontro ravvicinato con i Ciclostani
19 Giu 2015
Torna indietro… Vediamo che gli occhialoni del professore sono pieni di condensa, grosse gocce di sudore gli attraversano la faccia, si ha un accumulo di sudore proprio laddove si innesta una guaina che protegge delle fibre ottiche.Vediamo le gocce di sudore che percorrono il tubicino, attraversano speciali connettori, si infilano nell’ago e vanno a contaminare il liquido della provetta. Ecco disperdersi uno sciame di soldati Ciclostani che cavalcano delle specie di sirene, uno di loro segue il fascio di fibre alla cui estremità è fissato il robot. Silenziosamente si apposta dietro le nano macchine, in contemplazione. Improvvisamente sentiamo uno scroscio fortissimo, le lunghe antenne degli Zymachi cominciano a vibrare, mentre lampi di luce appaiono sotto la loro pelle. Il soldato viene preso dal panico, e risale il canale più in fretta che può. Lungo il cammino inconta un gruppo di commilitoni, subito contagiati dalla sua stessa paura. Vediamo questa onda di terrore risalire lungo l’ago e il tubicino, propagandosi velocissima attraverso i tessuti di Kerenskij, fino a raggiungere l’accampamento di Eremokratos. Gli alti ufficiali traducono razionalmente il panico che ha pervaso la truppa: “Le Macchine pensano, la musica fluisce veloce tra di loro, non possiamo stare fermi a guardare, dobbiamo agire, distruggere le macchine, distruggere!..”
“Aspettate…” interviene la Sacerdotessa, “Forse possiamo comunicare con loro…” “Ora basta…” grida Eremokratos, “Se non avete il coraggio di seguirci, se vi rifiutate di capire, possiamo agire da soli, non abbiamo bisogno di voi!” E colpisce la Sacerdotessa a tradimento. Scoppia quindi una specie di colpo di stato, e i soldati attaccano gli scienziati facendo una carneficina, li fanno a pezzi in un crescendo di follia, riducendoli alla stregua di attrezzi per scavare nella miniera. Continua…
Scavi nella Miniera Vivente
18 Giu 2015
Torna indietro… Trasportata dal vento, Proteena e i suoi commilitoni raggiungono una sorta di caverna. Dentro, vediamo dei Ciclostani già intenti a scavare nella Miniera, scorrono fiumi edibili, ogni sorta di materiale viene estratto e accantonato. Un Geniere che sta dirigendo i lavori spiega: “Ci sono Macchine ovunque, alcune sono statiche, altre si muovono. Guardate i frammenti di questo dirigibile. E’ stato disrutto da uno dei semoventi, noi li chiamiamo Meduse. Sono devastanti, ma per qualche ragione non ci attaccano. E oltre questo portale liquido scorre il fiume che porta dritto al Mare Interno…” Improvvisamente percepiamo pensieri violenti, in lontananza alcuni scienziati sono massacrati dai soldati, l’eco del colpo di stato riverbera lungo le pareti della caverna. I soldati si guardano stupiti, il luogotenente gentile cerca di difendere Proteena, ma è circondato e ucciso. Il suo sacrificio permette però a Proteena di tuffarsi attraverso il portale liquido, ritrovandosi nel fiume, trascinata dal flusso della corrente. Si aggrappa disperatamente ad un enorme disco frizzante, si appiattisce nella sua concavità. Dal suo nascondiglio vede legioni di Ciclostani intente a scavare nel letto del fiume, trincee sono allestite per proteggere dalla corrente, colonne di Modificati trasportano materiale di ogni tipo. Davanti a lei un commando si rimpinza delle interiora di un altro disco, lanciando tranci di cibo nelle fauci delle loro cavalcature.
Cominciamo a sentire un rumore sordo, una bassa vibrazione che agita la corrente crescendo in intensità: i Ciclostani si guardano spaventati. Continua…
Zymachi sotto attacco
17 Giu 2015
Torna indietro… La scena torna al laboratorio, partendo da una grossa vena che pulsa sulla tempia di Kerenskij. Sudato, osserva su uno schermo la sequenza di ripristino. Sullo sfondo, leggermente fuori fuoco, vede un tamestio attorno all’ultimo Zymachi della fila. Agendo sulla pedaliera si avvicina alla scena e mette a fuoco. Quel che vede gli ghiaccia letteralmente il sangue: un esserino fantasmatico sta scompigliando la protezione di uno Zymachi! Il professore salta nell’esoscheletro e muove il robot verso l’apparizione, ma si trova circondato da uno sciame di figure inafferrabili. Arretra il nano robot e lo porta sotto gli Zymachi. Lì comincia a liberare le nano macchine tagliando le antenne con una micro pinza, bestemmiando in russo come un carrettiere ubriaco. Hu è basita, scioccata dallo strano comportamento. Appena tutte le antenne sono tagliate, Kerenskij si libera dell’esoscheletro, afferra la provetta, la carica in una siringa pneumatica e se la spara in vena! Seguiamo gli Zymachi e le sirene finire nel flusso del mare interno, i Ciclostani vengono travolti e dispersi, mentre gli Zymachi mantengono una specie di formazione a stella. Solo quello danneggiato ondeggia, perde il contatto e si inabissa, passando foruitamente davanti a Proteena, ancora aggrappata al disco frizzante. Dopo un momento di indecisione lei si slancia seguendo la scia dello Zymachi… Ma le ossidazioni sulla superficie della nano macchina hanno attratto una Medusa, che, spalancando una grossa concavità, inghiotte prima lo Zymachi e poi la nostra protagonista. Proteena tenta di chiudersi nel suo guscio protettivo, ma lo vediamo come se friggesse, e comincia a gridare… Improvvisamente, attraverso la superficie della Medusa, intravede le lucette lampeggianti degli Zymachi operativi… Come in un sogno, perforano con le loro antennine la pelle traslucida della Medusa, vibrandole leggermente nello spesso liqido interno. Vediamo come un dipanarsi di fili, un assemblarsi di strutture a partire dal pulviscolo che sgorga tra le antenne: un guscio di protezione si forma attorno a Proteena, un abitacolo confortevole, una bolla protettiva che lentamente emerge sulla superficie della Medusa… …e la medusa stessa è stata trasmutata in un veicolo innocuo, un Capodoglio trasparente! Continua…
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