Il racconto del Ciclo

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12 Giu 2015

Torna indietro… Gli Zymachi hanno finalmente capito che Proteena non è il numero otto danneggiato: la carcassa del loro compagno giace nel ventre del capodoglio. “Chi sono io?” dice Proteena, “Chi siamo NOI, forse…” ed esaltata dall’incontro con il ladro comincia a parlare dei Ciclostani. Un tempo il Ciclo era forte, fertile, e ci dava tutto ciò di cui avevamo bisogno. Si poteva ascoltare la Musica del Ciclo dagli alti picchi degli spinosi fino alle profondità del mare interno, popolato di sirene. Ogni tanto il Ciclo sprofonda in una glaciazione la cui durata è sconosciuta. Durante questo tempo indefinito, noi viviamo come sospesi, in attesa. Nessuno sa quanto duri una glaciazione, nè quando sopraggiungerà la prossima, ma tra l’una e l’altra il Ciclo brulica di vita. I primi a scongelarsi sono i padri esterni, gli spinosi. Si tratta di bestie sanguinarie, che accolgono il disgelo con canti tristi e incomprensibili. Nessuno può avvicinare uno spinoso (a meno che non sia stato modificato alla nascita)… …nessuno eccetto le mezze madri, le viaggiatrici. Sono queste esseri dolci e miti, che per il bene dei figli del Ciclo compiono instancabili enormi tragitti, mantenendo il contatto tra le varie regioni. Alcune di loro, intrappolate dalla glaciazione, si trovano nei pressi degli alti picchi, e appena le condizioni lo permettono, si accoppiano con i padri esterni, ricevendo il primo uovo. Poi, passando attraverso i pori dei canaloni, intraprendono il lungo viaggio verso il mare interno. Per prima cosa discendono gli alti rami della foresta che comincia a scongelarsi, acqua che scorre sui tronchi ghiacciati. Dal fondo dei loro nascondigli occhieggiano i mezzi padri, i ladri, ancora troppo intorpiditi per molestare le viaggiatrici che si avviano verso le radici della foresta… …laddove si distende la sterminata città di noi padri e madri centrali, i soldati e le sacerdotesse/ scienziato. Continua…

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Il racconto del Ciclo #2

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11 Giu 2015

Torna indietro… I soldati lentamente si scaldano nei loro acquartieramenti, e si uniscono al coro. La Musica si eleva dal cuore della città, è bellissimo il primo canto del Ciclo, il canto della gioia e della vita, e i soldati ardenti ricevono le bellissime viaggiatrici, così misteriose, così esotiche, e da loro ricevono il secondo uovo. I soldati fecondi ora cercano una sacerdotessa con cui accoppiarsi. La scelta può essere difficile, giocano infiniti fattori: il rango, la discendenza, fattori politici, ma a volte è solo l’istinto a far sì che i due si piacciano, e il terzo uovo passa di bocca in bocca. Intanto si rafforzano le armate, si organizzano le prime spedizioni, gli assedi e le mattanze, ma anche i sottili intrecci, le alleanze e i vaticini. Non conosce limiti l’alleanza tra soldati e sacerdotesse, almeno fino a oggi, visto che io stessa vengo braccata e mi rifugio tra voi. Ma torniamo al campo di battaglia, dove i ladri fanno razzie in mezzo ai morti, entrano nelle città sguarnite muovendosi in piccoli branchi, pronti a dileguarsi nella foresta. Ed è lì, al limitare della foresta dove radici e mura ingaggiano una lotta silenziosa, che le scienziate, rapite da una sorta di estasi, incontrano segretamente i ladri e gli regalano il quarto uovo. Continua…

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Il racconto del Ciclo #3

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10 Giu 2015

Torna indietro… Il ladro usa l’uovo come una specie di lasciapassare. Sembra più nobile, attraversa indisturbato la città, le caserme ed i templi, discende le scale che portano ai magazzini, ai serbatoi crepati e alle fognature, segue i piccoli rivoli d’acqua che attraversano le fondazioni… …attraversa torrenti che si gettano in fiumi che alimentano paludi… …e finalmente raggiunge le rive del Mare Interno, dove siede e aspetta le migrazioni delle madri esterne, le sirene, le ultime a svegliarsi dal letargo, creature misteriose e possenti. E quando una di loro si avvicina troppo alla riva per scaldarsi, la arpionano… …e la cavalcano per giorni e giorni, finchè non sono sfinite e non ricevono nella loro grande bocca il quinto e ultimo uovo. Dopo che si separano, il ladro torna alla sua foresta, braccato dai soldati, mentre le sirene prorompono in languidi canti, si riuniscono in grossi banchi e scompaiono danzando nelle profondità del mare. E dalle profondità del mare le uova si schiudono e piccole larve vengono a galla, amorevolmente accudite dalle viaggiatrici. Esse liberano dei resti del guscio le larve di sirena e le lasciano guizzare nel mare a cui appartengono. Le altre larve le annidano nei loro lunghi capelli e si mettono in cammino. Dopo poco, sincerandosi che non ci siano ladri affamati nei dintorni, nascondono le loro consorelle in luoghi sicuri e ricchi di cibo, dove potranno crescere indisturbate ed intraprendere da sole il loro primo viaggio. Continua…

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WordPress Meetup

09 Giu 2015

La settimana scorsa sono andato al mio primo Meetup di RomaWordPress. Talk, brainstorming e soprattutto birra. L’argomento della vignetta, la REST API, non รจ stata toccata, ma ci vediamo a luglio. Last week I attended mi first RomaWordPress Meetup. Talks, brainstorming and beer. We didn’t talk about the REST API (see sketch), but we’ll meet again in july. Link to this article

Il racconto del Ciclo #4

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09 Giu 2015

Torna indietro… Si racconta che per strane ragioni le piccole larve, strette tra i capelli delle viaggiatrici, potessero mescolarsi tra loro, ovvero alcune cambiavano di sesso. Poteva per esempio succedere che un piccolo padre esterno diventasse un ladro, o addirittura una sirena, nel qual caso la povera viaggiatrice doveva tornare sui suoi passi e liberare la piccola nell’oceano. Man mano che si avvicinano alle fondazioni della città, i piccoli centrali emettono i loro primi vagiti, finché, giunti in città, non cominciano a cantare davvero, pronti ad imparare l’arte della guerra e del vaticinio. I più dotati vengono assegnati alle famiglie più prestigiose, ed hanno maggiori possibilità di risalire la piramide delle caste, gli altri sono destinati a rimanere soldati semplici o apprendisti. Ma la viaggiatrice non si ferma, instancabile risale la foresta ormai lussureggiante, deposita i piccoli ladri sulle cime dei rami, affinché si rafforzino al sicuro dagli appetiti dei loro consimili. Ora le viaggiatrici sono molto stanche, tra i loro capelli rimangono solo i piccoli spinosi, ancora con le guance piene del cibo in cui sguazzava quando erano larve. Protetta da questo potente talismano, la viaggiatrice avvista un gruppo di padri esterni e, tenendo ben alto sulla testa il piccolo, gli si avvicina. Essi lo prendono delicatamente tra gi artigli e se lo passano l’un l’altro, leccando il cibo che gocciola dalle sue piccole labbra. Questa noi la chiamiamo Cerimonia di Benvenuto. Poi, senza un preciso ordine gerarchico, uno dei padri si stacca dal gruppo e consegna alla viaggiatrice il primo uovo. Così funzionavano le cose quando il Ciclo era giovane, ora le cose sono diverse, ad ogni glaciazione il Ciclo sembra più debole. I Centrali hanno cercato di contrastare questa decadenza, eliminando i colli di bottiglia. La riproduzione è stata semplificata, le viaggiatrici non viaggiano più, stanno appese al soffitto, con i capelli tagliati. …i ladri sono modificati per servire al solo scopo della riproduzione, gli spinosi e le sirene sono usati per combattere, per trasporto e ricognizione… Nonostante tutti questi sforzi la decadenza non si arresta, e i Ciclostani sono minacciati dalla carestia. Ed ora questa invasione di macchine viventi… Un evento che avrebbe potuto unire e rafforzare il nostro popolo ha invece aumentato le divisioni, rompendo l’alleanza tra soldati e scienziati… Bene, ho parlato di noi, ora è il vostro turno di raccontare. Continua…

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Il Battesimo degli Zymachi

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08 Giu 2015

Torna indietro… Ma gli Zymachi non possono rispondere, non hanno storie da raccontare, riconoscono gli oggetti che li circondano, sanno perfettamente come funzionano e come modificarli per ottenere altro, ma non sanno nemmeno il loro stesso nome. “Allora vi darò io un nome…” dice Proteena, e con dei filamenti proteici traccia sulla superficie delle nano macchine dei segni in una specie di codice binario, configurando come delle faccette, che a loro volta gli ispirano un soprannome:
O= Zero, X= Yeoman, OO= Moon-moon, OX= Antagonist, XX= Charm, O/X= Healer, X/O= Idiot. Improvvisamente si sente un rumore lacerante, a cui gli Zymachi reagiscono lampeggiando ritmicamente. Le loro antenne vibrano frenetiche, perdendo contatto con le strutture mnemoniche: riconosciamo il suono della sequenza di ripristino. Proteena si contorce tenendosi la testa tra le mani, ma reagisce… …capisce che deve bloccare le antenne degli Zymachi, legandole con i frammenti di DNA che prima stava utilizzando per ricamare le facce delle nano macchine. Man mano che le antenne vengono bloccate, il singolo Zymachi perde sincronismo e smette di lampeggiare. La vibrazione diminuisce di intensità, Proteena ha impedito alle macchine di essere resettate, tutte tranne una, che galleggia indifferente, mentre uno schema di luci gli attraversa il corpo. La giovane madre centrale si richiude, esausta, nella sua configurazione protettiva. Continua…

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