Il racconto del Ciclo #3
10 Giu 2015
Torna indietro… Il ladro usa l’uovo come una specie di lasciapassare. Sembra più nobile, attraversa indisturbato la città, le caserme ed i templi, discende le scale che portano ai magazzini, ai serbatoi crepati e alle fognature, segue i piccoli rivoli d’acqua che attraversano le fondazioni… …attraversa torrenti che si gettano in fiumi che alimentano paludi… …e finalmente raggiunge le rive del Mare Interno, dove siede e aspetta le migrazioni delle madri esterne, le sirene, le ultime a svegliarsi dal letargo, creature misteriose e possenti. E quando una di loro si avvicina troppo alla riva per scaldarsi, la arpionano… …e la cavalcano per giorni e giorni, finchè non sono sfinite e non ricevono nella loro grande bocca il quinto e ultimo uovo. Dopo che si separano, il ladro torna alla sua foresta, braccato dai soldati, mentre le sirene prorompono in languidi canti, si riuniscono in grossi banchi e scompaiono danzando nelle profondità del mare. E dalle profondità del mare le uova si schiudono e piccole larve vengono a galla, amorevolmente accudite dalle viaggiatrici. Esse liberano dei resti del guscio le larve di sirena e le lasciano guizzare nel mare a cui appartengono. Le altre larve le annidano nei loro lunghi capelli e si mettono in cammino. Dopo poco, sincerandosi che non ci siano ladri affamati nei dintorni, nascondono le loro consorelle in luoghi sicuri e ricchi di cibo, dove potranno crescere indisturbate ed intraprendere da sole il loro primo viaggio. Continua…
Link to this articleIl racconto del Ciclo #4
09 Giu 2015
Torna indietro… Si racconta che per strane ragioni le piccole larve, strette tra i capelli delle viaggiatrici, potessero mescolarsi tra loro, ovvero alcune cambiavano di sesso. Poteva per esempio succedere che un piccolo padre esterno diventasse un ladro, o addirittura una sirena, nel qual caso la povera viaggiatrice doveva tornare sui suoi passi e liberare la piccola nell’oceano. Man mano che si avvicinano alle fondazioni della città, i piccoli centrali emettono i loro primi vagiti, finché, giunti in città, non cominciano a cantare davvero, pronti ad imparare l’arte della guerra e del vaticinio. I più dotati vengono assegnati alle famiglie più prestigiose, ed hanno maggiori possibilità di risalire la piramide delle caste, gli altri sono destinati a rimanere soldati semplici o apprendisti. Ma la viaggiatrice non si ferma, instancabile risale la foresta ormai lussureggiante, deposita i piccoli ladri sulle cime dei rami, affinché si rafforzino al sicuro dagli appetiti dei loro consimili. Ora le viaggiatrici sono molto stanche, tra i loro capelli rimangono solo i piccoli spinosi, ancora con le guance piene del cibo in cui sguazzava quando erano larve. Protetta da questo potente talismano, la viaggiatrice avvista un gruppo di padri esterni e, tenendo ben alto sulla testa il piccolo, gli si avvicina. Essi lo prendono delicatamente tra gi artigli e se lo passano l’un l’altro, leccando il cibo che gocciola dalle sue piccole labbra. Questa noi la chiamiamo Cerimonia di Benvenuto. Poi, senza un preciso ordine gerarchico, uno dei padri si stacca dal gruppo e consegna alla viaggiatrice il primo uovo. Così funzionavano le cose quando il Ciclo era giovane, ora le cose sono diverse, ad ogni glaciazione il Ciclo sembra più debole. I Centrali hanno cercato di contrastare questa decadenza, eliminando i colli di bottiglia. La riproduzione è stata semplificata, le viaggiatrici non viaggiano più, stanno appese al soffitto, con i capelli tagliati. …i ladri sono modificati per servire al solo scopo della riproduzione, gli spinosi e le sirene sono usati per combattere, per trasporto e ricognizione… Nonostante tutti questi sforzi la decadenza non si arresta, e i Ciclostani sono minacciati dalla carestia. Ed ora questa invasione di macchine viventi… Un evento che avrebbe potuto unire e rafforzare il nostro popolo ha invece aumentato le divisioni, rompendo l’alleanza tra soldati e scienziati… Bene, ho parlato di noi, ora è il vostro turno di raccontare. Continua…
Link to this articleWordPress Meetup
09 Giu 2015
La settimana scorsa sono andato al mio primo Meetup di RomaWordPress. Talk, brainstorming e soprattutto birra. L’argomento della vignetta, la REST API, non è stata toccata, ma ci vediamo a luglio. Last week I attended mi first RomaWordPress Meetup. Talks, brainstorming and beer. We didn’t talk about the REST API (see sketch), but we’ll meet again in july. Link to this articleIl Battesimo degli Zymachi
08 Giu 2015
Torna indietro… Ma gli Zymachi non possono rispondere, non hanno storie da raccontare, riconoscono gli oggetti che li circondano, sanno perfettamente come funzionano e come modificarli per ottenere altro, ma non sanno nemmeno il loro stesso nome. “Allora vi darò io un nome…” dice Proteena, e con dei filamenti proteici traccia sulla superficie delle nano macchine dei segni in una specie di codice binario, configurando come delle faccette, che a loro volta gli ispirano un soprannome:
O= Zero, X= Yeoman, OO= Moon-moon, OX= Antagonist, XX= Charm, O/X= Healer, X/O= Idiot. Improvvisamente si sente un rumore lacerante, a cui gli Zymachi reagiscono lampeggiando ritmicamente. Le loro antenne vibrano frenetiche, perdendo contatto con le strutture mnemoniche: riconosciamo il suono della sequenza di ripristino. Proteena si contorce tenendosi la testa tra le mani, ma reagisce… …capisce che deve bloccare le antenne degli Zymachi, legandole con i frammenti di DNA che prima stava utilizzando per ricamare le facce delle nano macchine. Man mano che le antenne vengono bloccate, il singolo Zymachi perde sincronismo e smette di lampeggiare. La vibrazione diminuisce di intensità, Proteena ha impedito alle macchine di essere resettate, tutte tranne una, che galleggia indifferente, mentre uno schema di luci gli attraversa il corpo. La giovane madre centrale si richiude, esausta, nella sua configurazione protettiva. Continua…
L’Unità Centrale comanda
07 Giu 2015
Torna indietro… Proteena si risveglia circondata dagli Zymachi. “Cosa era quel rumore? Mi fa male la testa, come se qualcuno avesse tentato di cancellare i miei ricordi…” chiede.
Zymachi:- “Era l’Unità Centrale…”
Proteena:- “Chi è l’Unità Centrale?”
Z:- “E’ la sorgente delle direttive. L’Idiota è stato ripristinato, ed ora sta aspettando direttive…”
P:- “Possiamo comunicare con l’Unità Centrale? Dobbiamo impedire nuovi ripristini, non vogliamo perdere la memoria, vero?”
In effetti vediamo le nano macchine baloccarsi con le loro strutture mnemoniche, solo l’Idiota non le tocca. Si, è possibile comunicare con l’Unità Centrale. Gli Zymachi prendono posto sul capodoglio e cominciano a sequenziare frammenti di DNA che si piegano in boe luminose. Vediamo che le boe sono emesse dal capodoglio e si disperdono nella corrente. Alcune di loro sono risucchiate da un gigantesco vortice. La scena cambia, vediamo la dottoressa Hu analizzare il sangue di Kerenskij, lo centrifuga e lo sistema in una macchina sequenziante. Poi si mette davanti ad uno schermo e legge i dati man mano che escono… e rimane esterrefatta! Svegia Kerenskij e fa rapporto sugli ultimi sviluppi. Per prima cosa si è rivista la registrazione di quando Kerenskij ha tagliato le antennine degli Zymachi, ricostruendo la lunghezza di queste ultime e quindi le loro frequenze di risonanza. Con questi dati ha impostato la frequenza di ripristino come fosse un “accordo” piuttosto che una nota singola. “In qualche modo ha funzionato, ma con risultati inattesi. Osserva il messaggio di risposta: questa è l’intestazione standard, questo è il corpo (è scritto in binario) la prima parte è un operatore logico , poi viene un campionamento della sequenza di ripristino…”
“Non ci resettate…” conclude il professore dopo un attimo di silenzio. Stupefatti, commentano la situazione: gli Zymachi sono più intelligenti delprevisto, fanno richieste, prendono iniziative. Kerenskij ha una intuizione: nel suo dialogo muto con gli esseri che l’hanno invaso, c’è una nota di paura che potrebbe essere ricondotta agli Zymachi. La paura di un’alleanza. Continua…
Parassiti modificati
05 Giu 2015
Torna indietro… La scena ritorna nel mare interno. Vediamo l’alleanza, Zymachi e Proteena cavalcano il capodoglio. L’Idiota è trascinato al guinzaglio, indifferente, in attesa di direttive. Improvvisamente vediamo che la pelle del capodoglio comincia a ribollire, e delle specie di sfere ne fuoriescono, poche all’inizio, poi a migliaia… Il processo è esponenziale, alla fine il capodoglio si straccia e collassa. “Cosa sono?” chiede Proteena, galleggiando nella corrente. “Parassiti, si replicano utilzzando il materiale interno delle meduse…” Una delle nano macchine afferra un parassita, e ne estrae una sottile cordicella. Lo Zymachi modifica una seconda medusa, ed emette una grossa nube di spilli. Gli spilli ricoprono i parassiti, incollandoli l’un l’altro in grossi assembramenti, facile preda di un branco di meduse attirate sulla scena. Ma non è finita, alcuni parassiti riescono a perforare il velo di spilli, e le meduse continuano a collassare sul campo di battaglia. Proteena cattura uno di questi parassiti invisibili, e cerca di rimuovere una specie di seconda pelle che l’avviluppa. Il parassita reagisce facendo scattare degli orribili aculei.. “E’ una specie di travestimento, probabilmente un prodotto dei Ciclostani: sanno come manipolare le cose…” “Ce ne sono milioni, non li possiamo distruggere uno a uno…” dice Zymachi Moon-Moon.
“Potremmo imbrogliarli, usando la loro stessa strategia!” afferma la scienziata “Fate produrre alle meduse delle copie vuote di se stesse! I parassiti attaccheranno le esche sprecando il loro morso fatale!”
Ed è quello che fanno: vuoti palloni di pelle di medusa cominciano a riempire i canali della miniera, rapidamente ricoperti dai parassiti, incapaci di discernere tra veri e falsi bersagli. La minaccia dei Ciclostani è sventata! Continua…