Una Rappresentazione della Miniera

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28 Mag 2015

Torna indietro… Proteena però non riesce a visualizzare il segnale come i suoi compagni, allora Zymachi Yeoman comincia a produrre una di quelle “forme mnemoniche” tridimensionali che visualizza la posizione relativa degli Zymachi rispetto all’Unità Centrale: ne esce fuori una rappresentazione in scala della miniera, che lentamente si configura in fattezze umanoidi. “Quindi questa è la miniera, un essere grande come un continente, e l’unità centrale trasmette dal centro della testa.” Gli Zymachi utilizzano delle specie di rampini per selezionare le ramificazioni dei tunnel, guidando il capodoglio quanto più vicino possibile al bersaglio. Poi lasciano la corrente, attraversando una specie di rete che impedisce alle meduse di passare oltre. Improvvisamente raggiungono le avanguardie Ciclostane. Nelle vicinanze la miniera ha subito dei rimaneggiamenti, alcuni canali sono stati tagliati, indirizzati verso la fortezza e ricuciti. Gli Zymachi trasformano in meduse da combattimento varie macchine attirate nell’area. Proteena gli si avvicina tenendo il piccolo spinoso alto sulla testa. Una delle meduse da combattimento lo preleva e lo bacia, poi lo passa ad un compagno: somiglia molto all’antica cerimonia di benvenuto eseguita dai padri esterni. Proteena rimane al centro, Zymachi Healer le si avvicina e riapre la ferita che ha sul fianco, srotolando il nastro mnemonico. Il nastro fa il giro degli Zymachi, si dirama e si ricompone, rientra in Proteena che lentamente si trasforma in una versione ibrida di padre esterno. A questo punto si unisce alla cerimonia, salutando il piccolo e depositandolo in una specie di culla che Zymachi Yeoman ha preparato per lui. I guerrieri medusa sono pronti al combattimento. Continua…

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It’s only PhP (and I like it)

28 Mag 2015

Just seen the Descendents/ALL film, with Milo happily dividing his life between punk rock and biochemestry! Link to this article

Difensori della Libera Fortezza

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27 Mag 2015

Torna indietro… Torniamo all’interno della fortezza, il nano robot ormai è in vista del nucleo della cellula tumorale, lo vediamo armare il sintovirus ruotando una microscopica ghiera. Apoptosis si illumina (ogni tanto l’immagine di Hu si sovrappone al nano robot, si vede che fanno gli stessi gesti). Improvvisamente i Ciclostani attaccano! Le truppe di Eremokratos hanno rintracciato il robot seguendo il fascio di nano tubi che lo collega all’esoscheletro. Hanno cercato di tranciarlo, ma è fatto di un mateiale troppo solido. Il nano robot è attaccato e compresso da tutte le parti, soldati, sirene e modificati formano un grappolo brulicante. Anche se al sicuro nel suo laboratorio, Hu è terrorizzata alla vista delle fantasmatiche creature, e vediamo che i servomeccanismi sulle braccia articolate dell’esoscheletro la schiacciano sempre di più. Pur se i Ciclostani non possono scalfire il nano robot, minacciano di soffocare la giovane donna! In quella irrompono i nostri, e si sviluppa una battaglia caotica. i Ciclostani vengono presi di sorpresa, molti di loro cadono sotto i colpi di spillo sventagliati dalle meduse da combattimento, che a loro volta devono vedersela contro modificati e lance parassitate. Proteena riesce a liberare il nano robot, ma il sintovirus gli è sfuggito dalle chele… Alla vista di Apoptosis, Zymachi Idiota, fino ad allora sempre al guinzaglio di un compagno, si attiva immediatamente, afferra il dispositivo e si lancia nel cuore della fortezza… …che collassa in pochi secondi liberando milioni di boe luminose che ricoprono le pareti della macchina libera fornendo un’esca per le meduse. Continua…

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L’Armata di Eremokratos

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26 Mag 2015

Torna indietro… Alla debole luce delle boe appare, senza limite, l’enorme esercito di Eremokratos, fermo in contemplazione della fortezza al collasso. Quindi abbiamo Proteena e il nano robot in piedi al centro di un cerchio difensivo di meduse da combattimento… …e attorno legioni di Ciclostani. Zymachi Healer si avvicina di nuovo a Proteena, ed il nastro mnemonico riprende a circolare tra le meduse da combattimento. Proteena è tornata scienziato, e si avvicina al nano robot. I due si osservano e si toccano, Hu può percepire le fattezze traslucide di Proteena, quasi invisibile al microscopio ottico. Su un lato vediamo il modello in scala della miniera, come se Kerenskij fosse lì fra loro. Hu contempla la scena, poi ha una idea: collega il suo computer agli occhialoni dell’esoscheletro, invertendo il flusso di immagini, dal nostro mondo al microscopico… …e dalla lente del nano robot fluisce, come un vento, il video che Hu ha ripreso solo un giorno addietro… …con Nestis che si avvicina e Kerenskij in ginocchio, che grida parole inaudibili, e l’intera scena è proiettata sullo sfondo di Ciclostani, ogni soldato reagisce come parte di una retina, ricostruendo attraverso la Musica l’immagine di partenza. Proteena capisce che sta guardando la miniera dall’esterno, e percepisce la luce prodotta dal passaggio di Nestis nell’atmosfera terrestre, e richiama alla mente lo stesso fenomeno, come lei lo ha vissuto personalmente all’inizio di questa avventura. Continua…

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Da Signore della Guerra a Sacerdotessa

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25 Mag 2015

Torna indietro… Ecco avvicinarsi il signore della guerra, alla testa dei suoi generali. Parla con Proteena pieno di sussiego, e conferma che un dialogo silenzioso è stato stabilito con la musica della miniera, e che la miniera stessa è una forma di vita che colpevolmente loro hanno cercato di distruggere…
“Si può togliere l’elmetto, per favore?” chiede Proteena. Eremokratos, dopo un momento di indecisione, espone il cranio tra i mormorii stupefatti dei militari: si sta senza alcun dubbio trasformando in sacerdotessa. “Signore, siete la prova vivente che il Ciclo è ancora forte…” dice Proteena, “Io stessa mi sono trasformata in sirena, poi in spinoso, ho provato le loro sensazioni profonde, ho capito che noi, i centrali, stiamo mettendo in pericolo il Ciclo, così come voi avete messo in pericolo la miniera. Il controllo della linea di riproduzione è causa, e non effetto, della decadenza del Ciclo. Ho acquisito queste conoscenze grazie a questi amici (indica gli Zymachi), cui devo la mia stessa vita, e forse siete debitori anche voi, in un modo o nell’altro… La scena ritorna nel laboratorio. Hu, con i lividi sulle braccia causatele dai servomeccanismi, rianima il professore. Kerenskij si sveglia sorridente. Ha fatto un sogno, ha sognato Nestis, ha sognato di un essere colossale di cui i Ciclostani sono le cellule autocoscienti. Tutte le azioni di queste cellule pensanti collaborano per guidare Nestis nella sua instabile orbita attorno al sole, ci sono cellule che agiscono come antenne, altre che calcolano inconsciamente la traettoria, altre che modificano il centroide del pianeta, altre che trasportano informazioni da una popolazione all’altra.
Da milioni di anni Nestis e i suoi simili pascolano attorno al sistema solare, può darsi che riescano a raggiungere anche altre stelle, scaldandosi al perielio, raccogliendo ossigeno sulla terra, forse metano su altri pianeti, composti organici nella coda delle comete, e durante il loro viaggio spargono i semi della vita nella galassia, a volte muoiono, provocando catastrofi.
“Ma come mai io non sono stata infettata da questi esseri?” chiede Hu.
“Forse lo sei stata, ma non te ne sei accorta perchè è una fazione meno belligerante… oppure HANNO ineragito con i tuoi pensieri, con le tue decisioni, non lo so. Un primo contatto tra civiltà aliene è stato stabilito, cerchiamo di farlo fruttare…” I due scienziati risalgono le scale del laboratorio, Hu sostiene il professore zoppicante. Riprendono le comunicazioni con il resto del mondo, un elicottero vola sopra le baracche… Ma a noi non interessa, godiamoci il sole, e la foresta immensa che si stende all’orizzonte. Fine.

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Cani alle Calcagna

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23 Mag 2015

Settimana in cui ho preparato la gara di Ninfa (LT). Ora, ‘preparare’ è una parola grossa, chissà quali lavoroni evoca, diciamo che ho fatto qualche scatto in salita lunedì, una decina di km il mercoledì, e una cosa più breve e più veloce venerdì. Sabato gara. Faccio base a Sabaudia (LT), si protrae, solenne, la cerimonia della vestizione. Sbaglio un po’ i tempi e arrivo sul campo dieci minuti prima della partenza, a Teresa l’onere di parcheggiare la macchina. Giusto il tempo per sistemarsi il chip alla caviglia ed echeggia il colpo di pistola. Siamo un folto gruppo di rifondaroli a presidiare la retroguardia, lo speaker, sardonico, ci saluta al passaggio. Cerco di guadagnare qualche posizione svicolando tra le frasche, ma è un fuoco di paglia, il gruppone verde acido mi supera, ed io lo lascio andare. E se fossi arrivato per tempo? E se mi fossi riscaldato a dovere? Il gruppone verde acido mi avrebbe superato lo stesso, ed io lo avrei lasciato andare, diciamo la verità, non sono al top della preparazione! Un po’ più in là aggancio Paola, cerco di relazionarmici, ma giustamente lei risparmia l’ossigeno per i processi metabolici. Potrei riaprire le sorti del Criterium, sgambettarla sadicamente, precipitarla nel fosso che di lì a poco attraversiamo, ma lascio stare, il destino ha già lavorato per me: risalendo le posizioni riconosco la sagoma della Direttrice, nettamente in vantaggio sulla Vipera Secca. E’ sempre bello veder correre un’atleta vera, la postura, la sicurezza del passo, mi vien quasi voglia di raccogliere un bastone e picchiarla in mezzo alle scapole, ma lascio stare, continuo a risalire la corrente. Concludo senza infamia e senza lode, poco prima che scocchi il quarantesimo minuto. A seguire trasferimento a Sermoneta (LT), cena sociale con abbondante vino e torta in onore della Secca, di cui ricorre il genetliaco. Lei sorride a tutta dentatura, noi applaudiamo magnanimi, ma con l’occhio interiore vediamo una Vipera in fuga tra le rocce, una muta di cani verde acido alle calcagna.

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