Da Signore della Guerra a Sacerdotessa
25 Mag 2015
Torna indietro… Ecco avvicinarsi il signore della guerra, alla testa dei suoi generali. Parla con Proteena pieno di sussiego, e conferma che un dialogo silenzioso è stato stabilito con la musica della miniera, e che la miniera stessa è una forma di vita che colpevolmente loro hanno cercato di distruggere…
“Si può togliere l’elmetto, per favore?” chiede Proteena. Eremokratos, dopo un momento di indecisione, espone il cranio tra i mormorii stupefatti dei militari: si sta senza alcun dubbio trasformando in sacerdotessa. “Signore, siete la prova vivente che il Ciclo è ancora forte…” dice Proteena, “Io stessa mi sono trasformata in sirena, poi in spinoso, ho provato le loro sensazioni profonde, ho capito che noi, i centrali, stiamo mettendo in pericolo il Ciclo, così come voi avete messo in pericolo la miniera. Il controllo della linea di riproduzione è causa, e non effetto, della decadenza del Ciclo. Ho acquisito queste conoscenze grazie a questi amici (indica gli Zymachi), cui devo la mia stessa vita, e forse siete debitori anche voi, in un modo o nell’altro… La scena ritorna nel laboratorio. Hu, con i lividi sulle braccia causatele dai servomeccanismi, rianima il professore. Kerenskij si sveglia sorridente. Ha fatto un sogno, ha sognato Nestis, ha sognato di un essere colossale di cui i Ciclostani sono le cellule autocoscienti. Tutte le azioni di queste cellule pensanti collaborano per guidare Nestis nella sua instabile orbita attorno al sole, ci sono cellule che agiscono come antenne, altre che calcolano inconsciamente la traettoria, altre che modificano il centroide del pianeta, altre che trasportano informazioni da una popolazione all’altra.
Da milioni di anni Nestis e i suoi simili pascolano attorno al sistema solare, può darsi che riescano a raggiungere anche altre stelle, scaldandosi al perielio, raccogliendo ossigeno sulla terra, forse metano su altri pianeti, composti organici nella coda delle comete, e durante il loro viaggio spargono i semi della vita nella galassia, a volte muoiono, provocando catastrofi.
“Ma come mai io non sono stata infettata da questi esseri?” chiede Hu.
“Forse lo sei stata, ma non te ne sei accorta perchè è una fazione meno belligerante… oppure HANNO ineragito con i tuoi pensieri, con le tue decisioni, non lo so. Un primo contatto tra civiltà aliene è stato stabilito, cerchiamo di farlo fruttare…” I due scienziati risalgono le scale del laboratorio, Hu sostiene il professore zoppicante. Riprendono le comunicazioni con il resto del mondo, un elicottero vola sopra le baracche… Ma a noi non interessa, godiamoci il sole, e la foresta immensa che si stende all’orizzonte. Fine.
Cani alle Calcagna
23 Mag 2015
Settimana in cui ho preparato la gara di Ninfa (LT). Ora, ‘preparare’ è una parola grossa, chissà quali lavoroni evoca, diciamo che ho fatto qualche scatto in salita lunedì, una decina di km il mercoledì, e una cosa più breve e più veloce venerdì. Sabato gara. Faccio base a Sabaudia (LT), si protrae, solenne, la cerimonia della vestizione. Sbaglio un po’ i tempi e arrivo sul campo dieci minuti prima della partenza, a Teresa l’onere di parcheggiare la macchina. Giusto il tempo per sistemarsi il chip alla caviglia ed echeggia il colpo di pistola. Siamo un folto gruppo di rifondaroli a presidiare la retroguardia, lo speaker, sardonico, ci saluta al passaggio. Cerco di guadagnare qualche posizione svicolando tra le frasche, ma è un fuoco di paglia, il gruppone verde acido mi supera, ed io lo lascio andare. E se fossi arrivato per tempo? E se mi fossi riscaldato a dovere? Il gruppone verde acido mi avrebbe superato lo stesso, ed io lo avrei lasciato andare, diciamo la verità, non sono al top della preparazione! Un po’ più in là aggancio Paola, cerco di relazionarmici, ma giustamente lei risparmia l’ossigeno per i processi metabolici. Potrei riaprire le sorti del Criterium, sgambettarla sadicamente, precipitarla nel fosso che di lì a poco attraversiamo, ma lascio stare, il destino ha già lavorato per me: risalendo le posizioni riconosco la sagoma della Direttrice, nettamente in vantaggio sulla Vipera Secca. E’ sempre bello veder correre un’atleta vera, la postura, la sicurezza del passo, mi vien quasi voglia di raccogliere un bastone e picchiarla in mezzo alle scapole, ma lascio stare, continuo a risalire la corrente. Concludo senza infamia e senza lode, poco prima che scocchi il quarantesimo minuto. A seguire trasferimento a Sermoneta (LT), cena sociale con abbondante vino e torta in onore della Secca, di cui ricorre il genetliaco. Lei sorride a tutta dentatura, noi applaudiamo magnanimi, ma con l’occhio interiore vediamo una Vipera in fuga tra le rocce, una muta di cani verde acido alle calcagna.
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17 Mag 2015
Con un po’ di ritardo aggiorno il mio Diario podistico per la settimana di metà maggio, dedicata a fare un tre allenamenti di 10km, tanto per consolidare la ripresa. Un famoso sito web per cui ho lavorato, mi ha offerto una sponsorizzazione sotto forma di fringe benefit. Leggi: due amiche a cui ho fatto il sito aggratis mi hanno regalato un paio di scarpe da corsa per il compleanno. Sono fabbricate da una nota marca il cui brand (che qui non posso dire) inizia per M e finisce per O, mentre il modello potrebbe cialtronescamente tradursi come ‘Cavaliere dell’Onda 18′. Ragazzi, a parte che sono molto belle (cosa strana per una scarpa da corsa), non si vedono e non si sentono: le metti, corri e pensi ai casi tuoi. Le ho usate un po’ su tutti i terreni, in gara ed allenamento, mai un problema, e poi ripeto, puoi metterle anche per andare ad una festa senza sembrare un barbone. Perfette? Macché, dopo due settimane hanno cominciato a bucarsi in corrispondenza dell’unghia dell’alluce (le ho scorciate ben bene, giuro!), per cui ora sono costretto a portare esclusivamente calzini neri per mascherare lo strappo. Vergogna, con quel che son costate (alle mie amiche)! Link to this articleGeolocalizzazione
Gentili con gli Anziani
Non portate niente…