The Helmet / Il Casco

Dawn – Alba
Dawn – Alba
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“Still down the satellite?” – “Il satellitare è ancora disconnesso?”
“Still down the satellite?” – “Il satellitare è ancora disconnesso?”
“Let’s go…” – “Andiamo…”
“Let’s go…” – “Andiamo…”
“Wow!”
“Wow!”
:)
:)
“It’s my lucky hat…” – “E’ il mio portafortuna…”
“It’s my lucky hat…” – “E’ il mio portafortuna…”

30 Giu 2015

Torna indietro… This is the ninth scene of the ZYMACHI animation, where we can see a smiling Kerenskij. – Questa è la nona scena dell’animazione ZYMACHI, in cui possiamo vedere Kerenskij sorridere. Read the rest of the story in this graphic synopsis. Si può leggere il resto della storia in questa sinossi illustrata.

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Sinossi Illustrata

29 Giu 2015

ZYMACHI (pronuncia ZIMASCI) sono nanoMACCHIne con proprietà enZIMAtiche. Lavoro su quest’idea dall’età di 12 anni, sempre con il pensiero di realizzare un lungometraggio di animazione, ben prima che prendessero piede la computer grafica e il 3D. Il primo passo è questa sinossi illustrata, in cui descrivo l’intera storia assieme a 159 illustrazioni. Qui di seguito i capitoli della sinossi:  

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Kerenskij e Hu si incontrano

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28 Giu 2015

Siamo nel cuore della taiga russa, qualche centinaio di chilometri a nord del lago Bajkal. Un elicottero con insegne cinesi atterra in un eliporto in disarmo, tutto intorno confusione e gente che fugge. Dall’elicottero scendono un cinese imponente e una giovane cinese, vestiti da mafiosi, occhiali scuri. Chiedono informazioni e le ottengono con difficoltà. Una jeep militare li porta attraverso un vecchio impianto industriale fino ad un edificio basso piantonato da un soldato. Dentro incontrano il prof. Kerenskij, intento in preparativi. L’incontro si svolge in un inglese approssimativo. I cinesi si sono comprati tutta la fabbrica, nonché il laboratorio segreto del prof. Kerenskij Il quale li dileggia: “bell’affare avete fatto, la regione sta per essere devastata dal meteorite!”. “La compagnia che rappresento ha progetti ben al di la della fine del mondo”. La ragazza, la dottoressa Hu, affiancherà il lavoro del prof. Kerenskij. Ma in questo momento Kerenskij ha progetti diversi, vuole andare nel fondo della taiga per vedere arrivare il meteorite. La ragazza si offre di accompagnarlo. “In tailleur e tacchi a spillo?” risponde sardonico il prof., e le allunga un paio di scarponi e un giaccone imbottito. Partono assieme in una moto con sidecar a trazione integrale. La ragazza ha un computer satellitare da polso senza schermo, le immagini le vengono proiettate direttamente sulla retina da una micro camera impiantata nel bulbo oculare. Il prof. sembra apprezzarlo molto. Continua…

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Nestis, il Pianeta Nano

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27 Giu 2015

Torna indietro… Durante il tragitto su stradacce sterrate i due incontrano pochissima gente, qualche camion bruciato, case prefabbricate per i taglialegna. Alla fine della camionabile abbandonano la moto e si inerpicano su per una collina boscosa. Kerenskij conosce i luoghi, e sa che in cima c’è una vasta radura disboscata dagli incendi che si sono sviluppati nella zona negli anni novanta (qualche centinaio di km più a nord c’è il lago Cheko, dove nel 1908 un bolide si vaporizzò nell’atmosfera radendo al suolo un pezzo di foresta). Dopo un primo momento di imbarazzo i due cominciano a parlare del meteorite che si avvicina. In fondo hanno qualcosa in comune, sono scienziati! In realtà Nestis (soprannome di Persefone, Regina delle Tenebre) é più di un meteorite, molti scienziati affermano che è un pianeta nano del nostro sistema solare, una crosta carbonatica con un cuore di metallo, 10 km di diametro in tutto, esattamente come il bolide che decretò la fine dei Dinosauri. La sua apparizione ha sorpreso tutti: con un’orbita quasi perpendicolare all’eclittica ha sfiorato Giove usandolo come trampolino, e si è lanciato verso la terra con una traiettoria imprevedibile e oscillante. La spiegazione di questo comportamento risiederebbe secondo alcuni scienziati nell’asimmetricità del nucleo interno, che galleggerebbe in un fluido viscoso. Abbandonata l’ipotesi di un Nestis-lander alla ricerca di tracce di vita, la comunità internazionale ha cominciato a prendere in seria considerazione l’ipotesi di lanciare qualche testata nucleare per deviare il planetoide, ma l’eventuale pioggia di frammenti sembrava ben più pericolosa di un incontro ravvicinato. Incontro che sembrava destinato ad essere ben più che ravvicinato, complice la massa della Luna ed una nuova repentina deviazione di traiettoria. L’area di possibile impatto (il “Tappeto Rosso”) attraversa diagonalmente l’Eurasia, dal Kamchatka al Portogallo. Con soli pochi giorni di preavviso, milioni di persone prese dal panico hanno abbandonato le aree a rischio, lasciando intere metropoli piantonate da truppe in assetto da guerra. Continua…

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Minaccia dal Cielo

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26 Giu 2015

Torna indietro… Mentre il sole cala all’orizzonte Nestis è perfettamente visibile ad oriente, e se ne percepisce il movimento a occhio nudo. I due scienziati vengono presi dallo spavento e dal fascino del terribile evento naturale… Gli animali tacciono, si alza un gran vento, il campo magnetico impazzisce, Hu comincia a riprendere con una telecamera, zoomando sulla cometa che si avvicina… …noi seguiamo lo sguardo elettronico, e ci avviciniamo rapidamente al planetoide, ben aldilà della verosimiglianza ottica… …planiamo sulla superficie di Nestis, insinuandoci in un canalone, fino al suo letto poroso. Continua…

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I Ciclostani

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25 Giu 2015

Torna indietro… Ci appare d’improvviso un esercito in marcia, milioni di soldati con strane corazze, alcuni cavalcano bestie spinose, il tutto all’interno di una grotta porosa. La zoomata finisce sul personaggio principale, Proteena, scienziato al seguito dell’esercito. Si vede Proteena in mezzo a centinaia di altri scienziati, che vengono avvicinati da alcuni ufficiali. Non ci sono colloqui, le parole scorrono da un cervello all’altro, i concetti vengono sviluppati collettivamente. Ondate di pensieri che sembrano essere filtrate da alcuni individui apparentemente più alti in grado, sia tra i soldati che tra gli scienziati, vertici di una piramide di coscienza. Si dice “Noi”, piuttosto che “Io”. Gli Esploratori fanno rapporto: i padri esterni sono in subbuglio, molti stanno muovendosi dai loro pascoli abituali e si tuffano nelle gallerie che portano alla grande foresta, seminando il panico. Si cerca di interpretare questo strano comportamento: “Qualcosa sta alterando il Ciclo, lo sta corrompendo, presto o tardi non darà più abbastanza frutti per sfamare i suoi figli”. “La situazione sembra pericolosa, ma bisogna salire in superficie, capire la causa dell’eccitazione dei padri esterni”. “Pare si sia mobilitata anche l’armata di Eremokratos, il Pazzo, uno che farebbe qualsiasi cosa pur di risollevare le sorti del Ciclo, anche distruggere il Ciclo stesso”. Improvvisamente un’orda di Padri Esterni irrompe nel canalone travolgendo tutto ciò che trova sulla loro strada. Neanche le loro controparti addomesticate (i Modificati) riescono a resistere alla loro furia. I soldati fanno automaticamente quadrato attorno agli scienziati come per proteggerli, Proteena viene praticamente avviluppata dalle corazze. L’incredibile confusione viene sovrastata da una vibrazione bassissima che cresce in intensità, assieme ad una luce accecante che filtra attraverso i pori della superficie. La scena sfuma nel bianco, silenzio assoluto. Continua…

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