Zymachi Subversion
21 Apr 2013
Qui di seguito degli studi sui personaggi di questa nuova serie degli Zymachi che ho in mente e di cui ho buttato giù diverse pagine di (pre) sceneggiatura. Dei Bagmen ho già parlato in precedenza, i “buoni” cominciano a prendere forma (Moncho il ragazzino con i due chirurgi, Thom e Warwara), gli Zymachi si semplificano e diventano sempre più umanoidi. – Below some studies for the characters of this new serie I have in mind (I wrote down several pages of script). I have already introduced the Bagmen, the “good guys” begin to take shape (Moncho the boy with the two surgeons, Thom and Warwara), the ZYMACHI are simplified and become more humanoid.
Link to this articlePortiere! / Goalkeeper!
24 Mar 2013
Dopo una infanzia trascorsa in paesi a bassissima densità calcistica, a nove anni mi resi conto di essere bravino in porta, e così mi salvai da una esistenza di mediocrità. Era il 1974, i mondiali di Monaco. Lanciavo una palla di gomma arancione sul muro di casa e la colpivo di rimbalzo a pugni chiusi, così come avevo visto fare al mio idolo Sepp Mayer, guantaio oltre che portiere. Nel mio piccolo ho avuto qualche soddisfazione, ero portiere del Borgo, la frazione pedemontana di Buonabitacolo (i rivali erano quelli del Casale), ho giocato sull’erba dello stadio Collana al Vomero, in qualità di portiere titolare del Liceo Sannazzaro, ho giocato a calcetto con i fratelli Mola (mancava Marco, probabilmente per via del ginocchio). La mia specialità era l’uscita assassina rasoterra, solitamente alternata alla papera sulla punizione a foglia secca. Mio figlio ha deciso di seguire le mie orme, riempendomi di orgoglio. Giuro, non ce l’ho spinto, ha capito da solo che stando tra i pali ci si pone sopra, aldilà del gioco. After a childhood spent in countries with low soccer density, at nine I realized I was a pretty good goalkeeper, so I saved myself from a life of mediocrity. It was in 1974, Munchen World Cup. I threw an orange rubber ball against the wall, hitting it with clenched fists on the rebound, as I had seen my idol Sepp Mayer do, great goalkeeper and glove maker. I had my satisfactions, I was number one of Borgo, the foothills part of Buonabitacolo (rivals were those of Casale), I played on the grass of the Collana stadium in Vomero, goalkeeper of Sannazzaro high school, I played soccer with brothers Mola (Marco was missing, probably because of his knee). My specialty was a killer ground level exit, usually alternated with a missed catch on a “falling leaf” style parabola. My son decided to follow my footsteps, filling me with pride. I swear, I didn’t influence him, he realized by himself that being alone between the posts arises you above, beyond the game. Una bella settimana di allenamenti, con uscite il lunedì, martedì, giovedì e venerdì, incurante della pioggia, 8km, stretching e recupero. Sarà la mancanza di lavori, ma mi sento stanco… Link to this articlePortiere! / Goalkeeper!
24 Mar 2013
Dopo una infanzia trascorsa in paesi a bassissima densità calcistica, a nove anni mi resi conto di essere bravino in porta, e così mi salvai da una esistenza di mediocrità. Era il 1974, i mondiali di Monaco. Lanciavo una palla di gomma arancione sul muro di casa e la colpivo di rimbalzo a pugni chiusi, così come avevo visto fare al mio idolo Sepp Mayer, guantaio oltre che portiere. Nel mio piccolo ho avuto qualche soddisfazione, ero portiere del Borgo, la frazione pedemontana di Buonabitacolo (i rivali erano quelli del Casale), ho giocato sull’erba dello stadio Collana al Vomero, in qualità di portiere titolare del Liceo Sannazzaro, ho giocato a calcetto con i fratelli Mola (mancava Marco, probabilmente per via del ginocchio). La mia specialità era l’uscita assassina rasoterra, solitamente alternata alla papera sulla punizione a foglia secca. Mio figlio ha deciso di seguire le mie orme, riempendomi di orgoglio. Giuro, non ce l’ho spinto, ha capito da solo che stando tra i pali ci si pone sopra, aldilà del gioco. After a childhood spent in countries with low soccer density, at nine I realized I was a pretty good goalkeeper, so I saved myself from a life of mediocrity. It was in 1974, Munchen World Cup. I threw an orange rubber ball against the wall, hitting it with clenched fists on the rebound, as I had seen my idol Sepp Mayer do, great goalkeeper and glove maker. I had my satisfactions, I was number one of Borgo, the foothills part of Buonabitacolo (rivals were those of Casale), I played on the grass of the Collana stadium in Vomero, goalkeeper of Sannazzaro high school, I played soccer with brothers Mola (Marco was missing, probably because of his knee). My specialty was a killer ground level exit, usually alternated with a missed catch on a “falling leaf” style parabola. My son decided to follow my footsteps, filling me with pride. I swear, I didn’t influence him, he realized by himself that being alone between the posts arises you above, beyond the game. Una bella settimana di allenamenti, con uscite il lunedì, martedì, giovedì e venerdì, incurante della pioggia, 8km, stretching e recupero. Sarà la mancanza di lavori, ma mi sento stanco… Link to this articleMilky Hole
17 Mar 2013
Non mi posso lamentare con gli allenamenti, la pioggia mi ha risparmiato: martedì 12 (8km, stretching e recupero), mercoledì 13 (8km e recupero), venerdì 15 (8km, stretching e recupero), incontro il redivivo Leonardi, reduce da un infortunio al ginocchio. Link to this articleMilky Hole
17 Mar 2013
Perché ho fatto questo disegno? Non lo so, mi faceva ridere…. Why this drawing? Don’t know, it made me laugh… Non mi posso lamentare con gli allenamenti, la pioggia mi ha risparmiato: martedì 12 (8km, stretching e recupero), mercoledì 13 (8km e recupero), venerdì 15 (8km, stretching e recupero), incontro il redivivo Leonardi, reduce da un infortunio al ginocchio. Link to this articleFinale di Cross / Cross final
10 Mar 2013
Settimana in cui ho corso poco ma ho disegnato parecchio: ho fatto una serie di vignette commemorative per l’evento clou, ovvero la finale nazionale di Cross a squadre in cui Rifondazione Podistica schierava sia maschi che femmine! A week weak in training but rich in drawing: I did a series of sketches to commemorate the Italian Cross Final that took place in Rocca Priora, near Rome, in wich Rifondazione Podistica (my team) deployed both boys and girls! Allenamenti: martedì 4 e giovedì 7 (o venerdì 8?), 8km, stretching e recupero.
Ai Pratoni del Vivaro, domenica 10, si sono svolte le finali nazionali di Cross a squadre. Quest’anno Rifondazione Podistica schierava una squadra femminile ed una maschile nei rispettivi cross lunghi. La cornice è molto bella, un freddo altopiano contornato da monti boscosi, a quanto pare abitati da lupi, eppure siamo a poche decine di km da Roma! Le ragazze partono per prime, orfane di Stefania, colpita da un grave lutto. La battaglia è impari, Antonella, Marcella e Paola chiudono i 6km nelle ultime posizioni, ma hanno dato il massimo su un percorso solo in apparenza facile. Per i maschi la gara è altrettanto in salita, si considera un buon risultato arrivare intorno al centesimo posto (i partecipanti sono oltre 260, i km 10). Subito dopo la partenza, lasciando perdere il gruppo di africani in testa, i rifondaroli si dispongono in un terzetto più o meno a metà classifica, con il Tosco Emiliano detto anche cinghiale o cinghialone, Boris (ma ce l’ha un soprannome?) e il giovane Daniele, partito a razzo come al solito. Ma come si fa a non partire a razzo in una gara così? Le squadre vengono disposte in una specie di griglia di partenza tipo cavalli, lunga un centinaio di metri, e al colpo di pistola è una marea umana che piano piano si restringe a imbuto per affrontare le prime curve. Impressionante, il terreno vibra come se fosse una carica di bisonti. Dietro al terzetto un guardingo Capitano (Ugo), poi Vastinho, veterano della manifestazione. A mano a mano il terzetto si sgrana, in testa va il Tosco, a nulla valgono gli sforzi di Boris, Daniele invece accusa la partenza e comincia a scivolare indietro, facile preda del Capitano. Intanto comincia a cadere una pioggerellina fredda e ben inclinata rispetto al terreno, ma i partecipanti quasi non se ne accorgono, concentrati nella loro fatica. Mi piace moltissimo piazzarmi a bordo pista, sul lato interno di una curva, in modo da vedere chiaramente le facce dei corridori. Le loro espressioni sono bellissime, alcuni rilassati, quasi distanti, altri attoniti, o che testimoniano come un dolore profondo. Ipnotizzati da questa sequenza di volti, si rischia di prendere qualche sputazzata sui pantaloni. Tutto giunge a una fine, il Tosco 146° con una media di 3’35/km, Vastinho 252° a 4’02, tanto per farvi capire il livello della gara, in mezzo Boris, Ugo e Daniele. A cornice di tutto l’evento, cadeva il 50° anniversario di Enzo, il Maestro, 25 anni da essere umano e 25 da runner. Torta, regali (tra cui la mia vignetta), qualche bollicina, e il festeggiato si è pure commosso, forse anche per la inaspettata presenza del Potente, altro pilastro del pantheon rifondarolo. Correre è bello, correre forte è esaltante, correre forte a lungo rasenta l’estasi… Peccato non essere all’altezza, ma la semplicità e purezza del gesto si trasmette inalterato, perché se non corressimo non saremmo umani.
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